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Storicamente, la costituzione dei CED da parte delle organizzazioni è stata guidata dall’esigenza di supportare i singoli uffici, tipicamente attraverso una unità organizzativa tecnologica locale specificatamente addetta ad essi.
Questo approccio ha generato una frammentazione delle sale server con situazioni limite, ma frequenti, nelle quali le organizzazioni hanno al loro interno più CED, eventualmente specializzati per ufficio servito. Tali centri generano delle diseconomie di scala così come delle inefficienze operative, dovute allo scollamento della catena operativa del supporto ICT rispetto alle esigenze complessive dell’organizzazione e alla replica di asset e servizi di assistenza e supporto nei vari centri. Non va poi sottovalutato che la frammentazione dei CED anche all’interno di una stessa organizzazione provoca molto spesso una pari frammentazione dei contratti stipulati con i fornitori, riducendo la capacità negoziale dell’organizzazione e le possibilità di
razionalizzazione della spesa. Appare quindi evidente come anche nelle PA si debba perseguire un’evoluzione verso il consolidamento dei propri CED, sia dal punto di vista fisico (con l’aggregazione in pochi Data Center di dimensioni opportune), sia dal punto di vista logico (gestione dei CED assegnata ad una singola unità organizzativa). Il consolidamento non riguarda solamente le infrastrutture ICT, ma anche e soprattutto le applicazioni software, tramite un percorso graduale ma ben delineato nel tempo. Il consolidamento delle infrastrutture è tuttavia il pre-requisito per quello delle applicazioni.
Le motivazioni che spingono un’organizzazione ad affrontare interventi di consolidamento delle proprie infrastrutture informatiche possono essere molteplici, ad esempio: proliferazione degli apparati tecnologici, singolarmente (o in piccole isole) dedicati a servire specifiche applicazioni (affollamento dei CED), eccessiva distribuzione sul territorio di apparati con le stesse funzioni (proliferazione di piccoli Data Center con ridondanza delle funzioni), proliferazione di basi di dati e di apparati storage dedicati a servire specifiche applicazioni o specifici utenti (proliferazione di apparati critici con ridondanza di funzioni), proliferazione di soluzioni tecnologiche che devono convivere nelle medesime installazioni (proliferazione delle tecnologie), proliferazione nella stessa organizzazione di applicazioni con esigenze diversificate e dinamicamente variabili (proliferazione delle esigenze di elaborazione). In tutti questi esempi, la qualità del servizio reso agli utenti viene penalizzata e il costo di gestione dell’ICT è maggiore di quanto sarebbe necessario.
In definitiva, l’obiettivo principale del consolidamento è quello di migliorare l’efficienza operativa oltre che a ridurre i costi per l’ICT. A causa della progressiva riduzione dei budget per la funzione ICT nelle organizzazioni, proprio il contenimento dei costi diventa un elemento di primaria importanza.
E’ logico ipotizzare che il ritorno di investimento nel caso di consolidamento sia tanto più vantaggioso quanto più il “nuovo sistema” consolidato sia in grado di: compattare l’hardware (riducendo gli spazi occupati), abbassare i consumi energetici e semplificare la complessità di gestione del CED, con il vantaggio indiretto di aumentare l’affidabilità della nuova installazione.
La spinta al consolidamento è favorita dall’evoluzione delle tecnologie che, rispetto a pochi anni fa, permettono ora di affrontare questi progetti con elevate possibilità di successo, nella prospettiva di un successivo impiego del cloud per i servizi delle Amministrazioni interessate Tra le evoluzioni tecnologiche “abilitanti” il consolidamento in ambiente distribuito, vanno considerate:

  • la disponibilità di connessioni TLC larga banda in grado di connettere i centri “consolidati” con le sedi remote in cui le applicazioni vengono utilizzate, con alte prestazioni e ad un costo contenuto;
  • le architetture degli applicativi sempre più orientate all’esercizio in ambienti distribuiti (e.g., applicazioni sviluppate in tecnologie web), capaci di operare su rete geografica;
  • la disponibilità di server di elevata capacità che permettono di concentrare in uno spazio ridotto risorse computazionali elevate;
  • l’orizzonte organizzativo, economico e tecnologico costituito dal cloud.

L’esperienza di questi anni ha mostrato come, sebbene le economie di scala abbiano un effetto innegabile nel determinare i vantaggi di un consolidamento di più CED in uno solo di ampie dimensioni, si debba comunque fare attenzione quando le dimensioni portino il centro servizi in una fascia oltre 3.000 mq.
Infatti, in tale situazione, le economie di scala diventano non rilevanti economicamente.

[fonte:http://www.agid.gov.it/sites/default/files/linee_guida/linee-guida-razionalizzazione-ced_0.pdf ]